Malattie e parassiti


In Questa sezione trovate le più comuni malattie che possono attaccare i vostri bonsai e i consigli per prevenire o se è già troppo tardi i rimedi.
 
-COCCINIGLIA
 
La Cocciniglia presenta notevoli differenze a seconda dello stadio di sviluppo, del sesso e della specie (ne esistono migliaia, con caratteristiche molto diverse l’una dall’altra).
Questo temibile insetto può apparire sui nostri bonsai sotto diverse forme: la più visibile è la Cocciniglia cotonosa, che deve il suo nome ai “batuffoli di cotone” che produce durante la deposizione delle uova. Un’altra specie abbastanza visibile è la Cocciniglia a mezzo grano di pepe, così chiamata perché il suo corpo è ricoperto da una lacca nera che la fa sembrare, appunto, un mezzo chicco di pepe attaccato al ramo o al tronco. Esistono, inoltre, tante altre cocciniglie (a virgola, a barchetta, rossa, bianca, ecc.) molto piccole ed a volte semitrasparenti, che ricoprono completamente le parti vegetali attaccate e delle quali ci si accorge solo dopo un’accurata osservazione.
I bonsai più soggetti all’attacco delle Cocciglie sono: Ficus, Ginepro, Glicine, Melo e Pino, ma nel caso d’infestazione di una di queste essenze, anche le altre piante possono venire attaccate.
I danni provocati dalle Cocciniglie sono ingenti: una volta arrivate sulla pianta (possono attaccare il tronco, le foglie, i frutti e persino le radici) le cocciniglie affondano i loro stiletti acuminati sul tessuto vegetale ed iniziano a succhiare la linfa; contemporaneamente, immettono la loro saliva tossica e secernono degli escrementi zuccherini sui quali si sviluppa facilmente il fungo della “Fumaggine”.
Saccheggiata della preziosa linfa, avvelenata dalla saliva tossica ed attaccata dalla Fumaggine, qualunque pianta, se non curata in tempo, va incontro ad una morte certa.
Per prima cosa, bisogna eliminare i fattori che possono favorire lo sviluppo del parassita, collocando i bonsai in un luogo ventilato, ben illuminato e non troppo umido. Se l’infestazione è gia in atto, prima di effettuare la lotta chimica, è conveniente eliminare manualmente gli insetti visibili, spazzolando i tronchi ed asportandoli con una pinzetta. A questo punto, un buon insetticida-anticocciniglia rappresenta “l’arma finale” per debellare il pericoloso intruso.
I trattamenti vanno effettuati settimanalmente.
 

 
-OIDIO O MAL BIANCO
 
Microsphaera alphitoides (questo è il nome scentifico del mal bianco).
Il periodo nel quale si manifesta la malattia coincide con la primavera e l’autunno, quando la temperatura supera i 25° e l’umidità si assesta intorno al 50-60%. La presenza del fungo si nota inizialmente per la decolorazione appena percettibile delle foglie, le quali ben presto si ricoprono della caratteristica “polverina bianca”, sia nella pagina superiore, sia nella pagina inferiore. Su alcune piante, come l’Acero, invece della solita polvere bianca, a volte si presenta provocando delle macchie di color ocra-brunastro, che  in poco tempo portano all’essiccazione della foglia.
I bonsai più soggetti all’attacco del “mal bianco” sono, Acero, Faggio, Melo, Prunus e  Quercia,  ma in caso d’infestazione anche le altre piante possono venire colonizzate dal fungo.
I danni provocati dal’Oidio sono considerevoli: le spore, trasportate dal vento, si posano sulle foglie e sui germogli, che si deformano vistosamente, disseccandosi in pochi giorni. La particolarità di attaccare i germogli è il fattore che rende più devastante l’attacco poiché, se la pianta non viene subito curata, può andare incontro alla perdita totale dell’apparato fogliare, con tutte le conseguenze dovute allo stress di una defogliazione, specialmente se ricade in autunno.
Come per tutte le patologie, la prima difesa consiste nella prevenzione, perciò bisogna eliminare i fattori che possono favorire lo sviluppo del parassita, collocando i bonsai in un luogo ventilato, ben illuminato e non troppo umido, evitando le nebulizzazioni sulla chioma, che vanno effettuate esclusivamente in piena estate, quando l’aria è veramente secca.
I prodotti attivi contro questo fungo parassita sono lo Zolfo e diversi funghicidi . Lo Zolfo è efficace, ma presenta due controindicazioni; la prima è che  tende a sporcare di bianco le foglie, e questo per un bonsai è abbastanza antiestetico; inoltre, essendo un prodotto che agisce “per contatto”, durante il trattamento bisogna accertarsi della distribuzione del prodotto su tutte le parti attaccate, altrimenti l’esito della cura non è certo.
I prodotti specifici, invece, non macchiano le foglie e,  fattore importantissimo, essendo  “sistemici” entrano in circolo nei vasi linfatici protegge tutta la pianta, anche le parti che non sono state trattate.  
Come preventivo, il funghicida può essere distribuito, in primavera ed in autunno, ogni 15 giorni.
Come curativo, nel caso di una infestazione in atto, va distribuito una volta a settimana, per almeno 4 settimane. Inoltre, se un bonsai è stato attaccato dal fungo, sarà opportuno effettuare dei trattamenti preventivi su tutte le piante.
 

 
-RAGNETTO ROSSO
 
Il ragno rosso è il più infido dei parassiti animali che possono attaccare i nostri bonsai. Più piccolo di una punta di spillo, è invisibile ad occhio nudo e ci si accorge di lui solo quando ha gia provocato notevoli danni.
Praticamente, tutte le piante sono a rischio d’infestazione, anche se le preferite dal minuscolo acaro sono, Acero, Melo, Olmo, Pepe e Pino.
I sintomi che ci avvertono dell’attacco sono: decolorazione e caduta delle foglie, accompagnata da microscopiche ragnatele che avvolgono la pianta e che diventano visibili bagnando la chioma e mettendo il bonsai controluce. Spesso, le foglie infestate si staccano dal picciolo e rimangono sospese “come per magia”: quello è il segnale inequivocabile della presenza di ragnatele e, quindi, dei ragni.
Gli attacchi del ragno rosso si manifestano nei mesi più caldi dell’anno e sono favoriti dalla scarsa umidità dell’aria, quindi, un’adeguata umidificazione con nebulizzazioni giornaliere o con sottovasi riempiti ghiaia umida, rende più difficili le infestazioni da parte di questi micidiali acari.
Una buona prevenzione è data, inoltre, da trattamenti quindicinali, da giugno a settembre, con un acaricida (per quanto riguarda l'Olmo, particolarmente appetibile per il ragno, i trattamenti preventivi sono "obbligatori").
Per debellare una infestazione ormai in atto è necessario effettuare i trattamenti, sempre con un acaricida, a cadenza settimanale, per almeno 4 settimane
 

 
-MARCUME RADICALE

Il marciume radicale è dovuto a patogeni fungini quali: Armillaria mellea (i più diffusi), Rosellinia necatrix, Roesleria hypogea. Questi funghi colpiscono solo le radici della pianta, soprattutto quando incontrano le condizioni ideali per svilupparsi, in particolar modo terreni molto umidi, pesanti ed asfittici.
Le piante colpite sono soggette ad un graduale deperimento vegeto-produttivo (foglie ingiallite, colatura dei grappoli, disseccamento), più o meno grave in funzione dell'intensità dell'attacco, fino alla morte della pianta. I sintomi tipici sono visibili però sulle radici o alla base del tronco: il fungo si sviluppa in genere sul legno al di sotto della corteccia, o all'interno dei tessuti, formando delle placche di colore biancastro che emanano un forte odore di fungo. Le radici tendono ad annerire e a marcire
 

 
-AFIDI
 
Gli Afidi, conosciuti come pidocchi delle piante, appartengono all'ordine dei Rincota.
Gli adulti sono generalmente atteri (privi di ali), lunghi da 1 a 4 mm, ricoperti da un sottile tegumento giallo, verde o grigio. Presentano due tipologie di moltiplicazione: la partenogenesi (le uova sono fertili anche se non è avvenuto l'accoppiamento) che viene usata in tutti gli ambienti che colonizzano e ad essa, nei climi freddi, si aggiunge l'accoppiamento per la produzione di uova durevoli, resistenti alle basse temperature. Le forme alate compaiono proprio per l'accoppiamento o per la costituzione di nuove colonie in ospiti (le piante) più sicuri e meno sfruttati da altri parassiti
L'apparato boccale è pungente - succhiante. Durante la suzione di linfa elaborata, iniettano nell'ospite due tipi di saliva: una coaugulante che isola gli stiletti dai tessuti del vegetale e l'altra (non in tutte le specie) che induce la formazione di iperplasie (galle) per il mantenimento e la protezione delle uova.
Siccome la linfa è ricca di zuccheri, di conseguenza per soddisfare il loro fabbisogno proteico, devono prelevare grandi quantità di linfa. Il surplus di zuccheri viene eliminato con la produzione di melata. Molto appetita dalle formiche, con le quali, nel corso dell'evoluzione hanno instaurato una simbiosi mutualistica (in cambio le formiche offrono protezione e gli spostano su nuove piante). Gli afidi sono quindi pericolosi perchè favoriscono lo sviluppo di funghi e batteri, oltre che rovinare l'estetica del nostro bonsai "sforacchiando" le foglie.

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